| Chaski - Dicembre 2000 Sommario |
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Papa Giovanni Paolo II in un recente incontro con famiglie adottive ha riconosciuto la piena dignità ed il valore della genitorialità e della filiazione adottive quali genitorialità e filiazione vere. |
| "(... )Vi saluto con affetto, cari genitori e ragazzi! Sono lieto di questo incontro, che mi consente di riflettere con voi sul cammino che state percorrendo.
Adottare un bambino è una grande opera di amore. Quando la si compie, si dà molto, ma anche si riceve molto. È un vero scambio di doni.
Il nostro tempo conosce purtroppo, anche in questo ambito, non poche contraddizioni. A fronte di numerosi bambini che, per la morte o l'inabilità dei genitori, restano senza famiglia, ci sono tante coppie che decidono di restare senza figli per motivi non di rado egoistici. Altre si lasciano scoraggiare da difficoltà economiche, sociali o burocratiche. Altre ancora, nel desiderio di avere un bambino "proprio" a qualunque costo, vanno ben oltre il legittimo aiuto che la scienza medica può assicurare alla procreazione, spingendosi a pratiche moralmente riprensibili. Nei confronti di tali tendenze occorre ribadire che le indicazioni della legge morale non si risolvono in astratti principi, ma tutelano il vero bene dell'uomo, e in questo caso il bene del bambino, rispetto all'interesse degli stessi genitori. In alternativa a queste discutibili vie, l'esistenza stessa di tanti bambini senza famiglia suggerisce l'adozione come una via concreta dell'amore. Famiglie come le vostre sono qui a dire che questa è una strada possibile e bella, pur con le sue difficoltà; una strada, peraltro, praticabile ancor più di ieri, nell'era della globalizzazione, che accorcia tutte le distanze. Adottare dei bambini, sentendoli e trattandoli come veri figli, significa riconoscere che il rapporto tra genitori e figli non si misura solo sui parametri genetici. L'amore che genera è innanzitutto dono di sé. C'è una "generazione" che avviene attraverso l'accoglienza, la premura, la dedizione. Il rapporto che ne scaturisce è così intimo e duraturo, da non essere per nulla inferiore a quello fondato sull'appartenenza biologica. Quando esso, come nell'adozione, è anche giuridicamente tutelato, in una famiglia stabilmente legata dal vincolo matrimoniale, esso assicura al bambino quel clima sereno e quell'affetto, insieme paterno e materno, di cui egli ha bisogno per il suo pieno sviluppo umano. Proprio questo emerge dalla vostra esperienza. La vostra scelta e il vostro impegno sono un invito al coraggio e alla generosità per tutta la società, perché questo dono sia sempre più stimato, favorito e anche legalmente sostenuto. Vi ringrazio per la vostra testimonianza! Celebrando i duemila anni dalla nascita di Cristo, in questo Grande Giubileo, ricordiamo anche che ogni uomo che viene al mondo, in qualunque condizione, porta il segno dell'amore di Dio. Per ciascun bimbo del mondo Cristo è nato e ha dato la vita. Non c'è pertanto nessun bimbo che non gli appartenga. "Lasciate che i bambini vengano a me" (Mc 10,14). (...) voi vi siete messi con Cristo dalla parte dei bambini. Voglia il Signore colmarvi di ogni consolazione e vi sostenga nelle difficoltà del cammino. Nel suo nome tutti vi abbraccio e benedico." |
| ADOTTARE UN FIGLIO di Marco Scarpati, con P. Paterlini |
| Scritto nella doppia veste dell'esperto e del genitore adottivo (Marco Scarpati è avvocato esperto in diritto minorile, responsabile del Prog. Cambogia per il CIAI, e ha adottato una bimba in Vietnam), questo libro percorre minuziosamente il lungo viaggio dell'adozione, sia negli aspetti psicologici che nell'iter burocratico. Chi si prepara all'adozione ci trova un'analisi realistica e completa delle varie fasi, descritta con un pizzico di ironia. Ma vi sono anche inviti a verificare le motivazioni all'adozione, le aspettative che spingono la coppia e che potranno condizionare la serenità del figlio futuro. Per questo è un libro utile per chi si prepara a quella laboriosa gestazione che è l'adozione, ma anche per chi ha già adottato e può ripercorrere la propria storia - finalmente libero dalle ansie dell'attesa - nel confronto con altre esperienze. |
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Avete libri da segnalarci? Scrivetelo a: Kantutita@sax.it
oppure a: IlConventino@sax.it |
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GRUPPO KANTUTITA: UNA FAVOLA CHE DURA DA 10 ANNI... (Bertha Bayon) |
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Sembriamo una grande famiglia, con tanti figli, grandi e piccoli,
nata per essere amata ed imparare ad amare. Ci mancano solamente
le fate, in compenso abbiamo il dio Inti, la dea Luna e, come tutte
le favole, dopo dieci anni, possiamo dire "... e vissero felici
e contenti"
La morale di questa nostra favola vissuta, possiamo ricordarla brevemente dicendo che il Gruppo Kantutita ha constatato che l'educazione multiculturale dei bambini di oggi ha le sue radici nella vita quotidiana che li pone a confronto con culture di tipo famigliare, locale, ambientale, oltre che di tipo nazionale e internazionale. Attraverso il gioco, il racconto, la drammatizzazione delle favole, dei balli e del canti, abbiamo voluto:
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Storia della signora Costa D'Avorio
"Ma allora - domanderanno i bambini - se tutti i paesi sono cosí ricchi di alimenti diversi, perché c'é la fame nel mondo? Perché tanti bambini sono cosí malnutriti?" Sentiamo la storia della Signora Costa d'Avorio. Lei produceva tanto cacao e tanti ananas e li vendeva alla Signora Svizzera, che con quel cacao confezionava tanti cioccolatini e torte di ananas e macedonie per la famiglia. La Signora Svizzera, che era un po' più ricca, ogni anno voleva comprare il cacao e gli ananas a un prezzo più basso, e la Signora Costa d'Avorio, che aveva bisogno di costruire la sua casa, ogni anno doveva lavorare un po' di più, oppure guadagnare un po' di meno. Allora si trovava costretta a piantare più piante di cacao e di ananas invece del grano e del riso; e cosí aveva meno riso per i suoi bambini e doveva comprarlo. Con il passare degli anni, la Signora Svizzera diventava sempre più ricca e la Signora Costa d'Avorio sempre più povera, tanto che alla fine fu costretta a chiedere un prestito alla Signora Banca Mondiale. La Signora Banca Mondiale sembrava buona, perché prestava i soldi alla Signora Costa d'Avorio, ma le chiedeva di fare cose un po' diverse da prima: costruirsi una casa più piccola, vendere tanto cacao, affittare la sua casa per poter restituire il prestito. Alla fine, la Signora Costa d'Avorio era proprio messa male: la sua casa era piccola, non poteva quasi mai usarla e non riusciva a comprare abbastanza riso per i suoi bambini. Questi bambini mangiavano solo riso e qualche verdura, perché la carne e il formaggio erano troppo cari, e cosí si ammalavano e a volte erano malnutriti. Non avevano medicine per curarsi e alcuni di loro morivano da piccoli. Invece, mentre i bambini della Signora Costa d'Avorio non avevano abbastanza da mangiare, quelli della Signora Svizzera avevano cioccolatini anche tutti i giorni. Eccoci, siamo tornati ad essere tutti "incastrati" gli uni agli altri: il bambino della Signora Svizzera mangia troppa cioccolata, quello della Signora Costa d'Avorio non ha abbastanza riso, ma sono legati fra loro da un filo invisibile che, tirando e strattonando, può far male ad entrambi. (tratto da: www.arpnet.com/cisv) |
| Entrate | Uscite | |
|---|---|---|
| Lotteria | L.9.750.000 | |
| Banco vendita | L.2.960.250 | |
| Pesca | L.2.347.500 | |
| Offerte | L.1.730.000 | |
| Spese varie | L.312.000 | |
| Totale | L.17.224.000 | L.312.000 |
| Ricavo netto | L.16.912.000 |
| La riuscita di ogni iniziativa dipende molto dall'entusiasmo
di chi ci crede e che collabora per il suo buon esito.
Per questo ringraziamo sinceramente quell'esercito di volenterosi che ogni anno mette a disposizione il proprio tempo e le persone che hanno offerto premi per la lotteria, per la pesca e per il banco vendita. A chi vanno questi soldi? La domanda è legittima e devo anche aggiungere che durante quest'anno sono pervenuti al Conventino altri 14.855.000 tramite le offerte sul conto corrente postale. Queste offerte sono state destinate al finanziamento di progetti. Con l'anno 2000 si conclude il progetto di "Prevenzione, Educazione e trattamento delle malattie renali "in Bolivia , iniziato nel 1992. Questo progetto è costato L. 512.596.838.=; è stato possibile mantenere l'impegno per questi 8 anni grazie alla generosità della diocesi di Bergamo, di molti enti e persone. In questa cifra sono rientrate anche le Vostre offerte. Con il 2001 stiamo valutando alcuni progetti, nello spirito della Convenzione dell'Aja che chiede ai paesi aperti all'adozione internazionale progetti a favore dell'infanzia abbandonata. Devo anche giustamente ricordare che oltre al progetto in Bolivia, c'è stata una generosa risposta per il piccolo Vlad, come sanno bene quelli che hanno collaborato all'iniziativa. Ringrazio per la vostra costante solidarietà verso quanti non hanno la possibilità di godere dell'amore di una famiglia che possa soddisfare i diritti fondamentali di ogni bambino. don Eugenio |
| In data 3 maggio 2000 si è ufficialmente costituita a Roma
la Commissione per le Adozioni Internazionali, presso la Presidenza
del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Affari Sociali.
L'obiettivo è di "operare perché le adozioni internazionali avvengano con modalità trasparenti, eticamente corrette ed esclusivamente nell'interesse dei minori". I compiti fondamentali sono: collabora con le Autorità Centrali straniere, propone la stipulazioni di accordi bilaterali in materia di adozione, verifica la conformità delle procedure di adozione, autorizza l'ingresso ed il soggiorno permanente del minore straniero, autorizza l'attività degli enti, promuove la cooperazione fra i paesi che operano nel campo delle adozioni internazionali (...) |
| Anni | Domande di adozione nazionale | Domande di adozione internazionale |
|---|---|---|
| 1998 | 9.484 | 6.926 |
| 1999 | 10.102 | 7.352 |
| Anno | Affid. pre-adottivi minori italiani | Affid. pre-adottivi minori stranieri |
|---|---|---|
| 1998 | 943 | 2.615 |
| 1999 | 1.024 | 3.123 |
| Anno | Decreti di adozione minori italiani | Decreti di adoz.ne minori stranieri |
|---|---|---|
| 1998 | 1.006 | 1.020 |
| 1999 | 2.193 | 2.177 |
| I numeri sopra citati indicano chiaramente che i decreti di idoneità non costituiscono un "diritto", ma semplicemente una "disponibilità" ad accogliere un minore in stato di abbandono. |
| Stefania e Arturo Baggio hanno adottato un bambino boliviano nel Marzo del 1992. A quel tempo Giovanni aveva 4 anni e da due si trovava all' Hogar Virgen de Fatima di La Paz.
La scorsa estate è ritornato a trovare gli amici e.. non solo. |
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I 4000 metri dell'altipiano erano lì, sotto i nostri piedi e la
Cordillera si snodava davanti ai nostri occhi più maestosa che mai.
Sì, eravamo in Bolivia e stavamo per atterrare all'aeroporto di El
Alto. I calorosi abbracci degli amici ci hanno fatto sentire subito a casa.
Poi, la discesa verso Amor de Dios, il quartiere che ci avrebbe ospitati per più di un mese. Giovanni sembrava interessato solo ai suoi bagagli, al suo zainetto e l'euforia aveva lasciato il posto a qualche perplessità. Solo lui può conoscere profondamente la ragione per cui, in un giorno di sole sulle nevi delle Dolomiti , ha chiesto: "Perché quest'anno non andiamo in Bolivia?". Ora la Bolivia era lì, che si offriva a noi con tutti i suoi colori, con l'imponenza dei suoi ghiacciai e la calma rassicurante del lago ma.. lui , dov'era? La confusione dei primi giorni lo avrebbe fatto tornare subito a casa, sostenendo di aver già visto tutto e di aver già capito tutto. Poi, la quiete dopo la tempesta ha portato i suoi frutti. La famiglia che ci ospitava è diventata ben presto" la nostra famiglia", un forte punto di riferimento quando si ritornava da lunghi viaggi o brevi escursioni; tante esperienze che ci permettevano di conoscere e capire sempre di più un paese dai mille volti, ricco di storia ,di paesaggi imponenti, di vita sofferta, di semplici gesti e sorrisi. Nonna Mariana, con i suoi lunghi racconti, ci ha fatto conoscere la vita dei campesinos, quando da giovane viveva in una "hacienda"; il dono poi, di una vecchia coperta colorata , ci ha fatto portare in Italia un pezzo di Bolivia. I giorni passano e le esperienze si moltiplicano: le visite all'Hogar de Fatima e alla Ciudad del Niño ci fanno incontrare ragazzi mai dimenticati. Suor Luisa ci accoglie con un forte abbraccio e, tra un appuntamento e l'altro, riusciamo ad incontrare anche Suor Domitilla che coglie l'occasione per mandare i suoi saluti a tutti gli amici del Conventino. Giovanni è sereno ed è bello per me vederlo camminare con suo padre tra le rovine del Tiwanaco mentre pone domande sugli Incas. Arriva il giorno della partenza; all'aeroporto ci sono tutti, la commozione è tangibile ma lui ci prende per mano e si passa nella sala d'imbarco: questa volta è lui che ci riporta a casa. HASTA PRONTO, QUERIDOS AMIGOS DE BOLIVIA!! |
17 dicembre 2000 ore 15.30
FESTA del S. NATALE
13 gennaio 2001 ore 16 - Attività secondo programma
2 febbraio 2001 ore 16 - Attività secondo programma
24 febbraio 2001 ore 15.30
FESTA DI CARNEVALE
16 marzo 2001 ore 16 - Attività secondo programma
13 aprile 2001 ore 16 - Attività secondo programma
4 maggio 2001 ore 16 Prove del CORO
25 maggio 2001 ore 16 - Prove del CORO
1 giugno 2001 ore 16 - Preparazione Giornata Solidarietà
2 GIUGNO 2001
GIORNATA DELLA SOLIDARIETA'
(tutto il giorno)
settembre 2001: ripresa attività Kantutita
La storia dei dieci anni del Gruppo Kantutita è ora in un opuscolo coloratissimo e illustrato dallo stesso artista dei bellissimi biglietti natalizi. E se visitate il sito http://www.sax.it/kantutita troverete la stessa immagine oltre che alle solite rubriche.
(Errata corrige: nell'opuscolo non è stata pubblicata la bandiera del Perù, pure se compresa tra i paesi 'storici' di provenienza dei componenti del Gruppo Kantutita: ce ne scusiamo.)
E-mail kantutita@sax.it
Buon Natale
Anche quest'anno Vi auguriamo Buon Natale con il calendario dell'Associazione Il Conventino. La foto che Vi accompagnerà nel corso del 2001 è quella fatta all'Istituto Maria Bodoni di Quito -Ecuador.