"Le ricerche sul sangue confermano
Siamo proprio tutti simili.
Le razze non esistono
La novità non è tanto che le razze non esistono, questo si sapeva da tempo.
Ma che il concetto è errato".
Paolo Menozzi, professore di Ecologia all'Università di Parma ci
racconta la sua avventura dentro una ricerca genetica che dura dal 1977,
condotta all'Università di Stanford, California, dal genetista
Luigi Lucca Cavalli-Sforza. E come una foto aerea del popoli del
mondo, un'immensa "analisi del sangue" fatta mettendo nel computer i
dati degli ultimi trent'anni: "Sì, questo è l''atlante' che
uscirà nel prossimi mesi edita dalla Princeton University Press, Storia e
geografia dei geni dell'uomo: una raccolta dei fatti storici divisi per
continenti che siano rilevanti ai fini dello scambio dei geni tra le
popolazioni. Noi possiamo vedere la struttura genetica di oggi e
da questa risalire all'indietro: chi viene e da dove, le grandi
migrazioni, l'origine dell'uomo". E con i dati di oltre 3 mila
località diverse, per un totale di 25 mila casi, che "sono state
ricostruite 518 mappe, sono un po' gli alberi filogenetici delle
singole popolazioni. E con tecniche di statistica spaziale abbiamo
avuto la conferma che speravamo: le popolazioni sono tra loro
simili, non esistono separazioni nette, le uniche distinzioni si
possono fare in base a piccolissimi elementi differenziali. E allora il
colore della pelle, i capelli, naso, occhi, lingue? "
Con gli studenti uso questo esemplo", spiega il
professor Menozzi. "Se si devono classificare due vermetti e uno ha un cornino e per il resto
sono uguali, è molto facile. Chiunque è capace di dire che un negro
è diverso da un bianco. Ma il numero di geni per cui questi due
uomini sono diversi è molto basso. A occhio vediamo solo le
piccole differenze. E' un problema di ignoranza: anche gli asiatici
ci sembrano tutti uguali, e non lo sono affatto. Così, via
le razze, i genetisti di Stanford hanno ricostruito la storia di
sette grandi famiglie: gli africani, i caucasici che comprendono
gli europei, i nord asiatici, gli amerindi, i sud asiatici, gli isolani
del Pacifico e gli australiani." E' come un immenso
platano, con tutti i suoi rami, che non si possono vedere staccati.
Anche l'Europa è un ramo, anche se molto complicato dalle
variabilità locali. Però da un punto di vista genetico, tutte Ie
popolazioni che sono vicine dovrebbero essere più simili. E allora
anche i cosiddetti scontri etnici, come in Jugoslavia, in
Palestina, o le minoranze dell'Est, dovrebbero essere chiamati scontri culturali.
Il sangue non c'entra nulla".
Paolo Grass.
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